Pedagogia Roma Tre

Quaderni di Pedagogia Digitale è un progetto del Laboratorio di Pedagogia Generale del Dipartimento di Scienze della Formazione, Università degli Studi Roma Tre

Fondo Pizzigoni

Gli studi e le ricerche pubblicate sui nostri Quaderni di Pedagogia Digitale si basano e ispirano al Metodo pedagogico creato da Giuseppina Pizzigoni per la scuola dell’infanzia

Quaderni di Pedagogia Digitale

Una presentazione del nostro progetto di divulgazione scientifica ed editoria digitale, dedicato alla scuola dell’infanzia e sviluppato su piattaforme digitali e di social media

Digito Dunque Sono

Il primo progetto di Quaderni di Pedagogia Digitale, 15 pubblicazioni interattive con ricerche ed esperienze sui temi di scuola e formazione post-lockdown nell’era covid19

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Quaderni di Pedagogia Digitale 008 /// Marzo 2021

Bambini, Genitori, Educatori

Il significato di Lockdown e Post-lockdown

Il progetto esplora i concetti di Lockdown e Post-lockdown partendo dal loro significato e attraverso l’utilizzo di testimonianze e punti di vista differenti cercheremo di ricostruire ciò che questo periodo storico ha comportato nel campo educativo.

Quaderni di Pedagogia Digitale // Fondo Pizzigoni // Digito Dunque Sono // 007 Elisabetta Maria Vitali: L’insegnamento da Remoto nella vita di una Studentessa Lavoratrice // Marzo 2021
Quaderni di Pedagogia Digitale // Fondo Pizzigoni // Digito Dunque Sono // 007 Elisabetta Maria Vitali: L’insegnamento da Remoto nella vita di una Studentessa Lavoratrice // Marzo 2021

La presenza ostile del nemico invisibile.

Da un anno a questa parte il mondo intero si è scontrato con ciò che viene spesso definito come “nemico invisibile”, un virus che con prepotenza è entrato a far parte delle nostre vite stravolgendo completamente l’andamento e modificando aspetti che fino a pochi mesi fa identificavano la vita quotidiana e le abitudini di grandi e piccini.

Gestualità, routine, calore umano, le nostre giornate hanno preso un’altra piega vedendosi costrette alla privazione di azioni e consuetudini che precedentemente sembravano essersi impadronite dell’attività giornaliera comune.

Elementi caratteristici della nostra cultura e stili di vita sedimentati vengono meno, registrando una mutazione dei rapporti sociali e una dissoluzione rispetto alle relazioni interpersonali dirette.

BAMBINO DI 5 ANNI

Il coronavirus non è proprio un essere vivente, non si sa. E’ un virus contagioso, in TV si vede tutto nero con gli spigoli rossi.

Novità lessicali

Terminologie e vocaboli mai sentiti prima sono ora distintivi ed essenziali

Questa situazione e la realtà a cui ci eravamo abituati, che giorno dopo giorno sembrano sgretolarsi davanti ai nostri occhi increduli, hanno apportato uno sconvolgimento ed un’alterazione ad ampio raggio, che ha coinvolto anche il lessico. Terminologie e vocaboli mai sentiti prima sono ora distintivi ed essenziali per la comprensione profonda ed il significato effettivo di ciò che stavamo affrontando.

In primis entra a gamba tesa il termine Covid-19 che riecheggia ovunque: televisione, testate giornalistiche, parenti, amici, vicini di casa o di fila al supermercato; ormai è in ogni dove e provoca panico e timore a chiunque senta parlarne.

Covid-19 è un termine che seppur identifichi un nome specifico, determinato e circoscritto, rappresenta, a seconda della sfera in cui è preso in causa, un valore ed un’interpretazione differente del medesimo soggetto.

Scienziati ed esperti attribuiscono al vocabolo una dicitura scientifica e rigorosa, conferendogli la definizione di “malattia altamente infettiva” spiegandone sillaba per sillaba, ogni elemento che lo contraddistingue: CO sta per Corona, VI sta per Virus, infine D sta per disease (malattia in inglese). Il numero 19 invece si riferisce all’anno di scoperta dal virus, risalente appunto alla fine dell’anno 2019.

Se da una parte si apre una visione così concreta e priva di incertezza ed esitazione, dall’altra invece se ne cela una molto più creativa ed immaginosa, ricca di fantasia mista ad interpretazione visivo-uditiva di chi molto più ingenuamente cerca di dare un volto a ciò che non conosce. I più piccoli infatti descrivono il coronavirus come un mostro cattivo da sconfiggere, dalla forma sferica, con tanti tentacoli e una coroncina d’oro che gli cinge il capo.

Proprio a causa di questa “entità maligna” sono state utilizzate altre due locuzioni specifiche in questo ambito: Lockdown e Post lockdown. Ma cosa significano questi termini con esattezza?

Il significato delle parole

Attraverso l’utilizzo incrociato di definizioni e punti di vista cercheremo di dare colore all’ accezione più emblematica ed eloquente di tre parole distintive. Al primo posto Lockdown.

Enciclopedia Treccani

Termine americano composto da due parole: “lock” che vuol dire “chiusura” e “down” che vuol dire “giù”, che vanno a formare un unico lemma che equivale letteralmente ad isolamento, chiusura, detenzione, confinamento, stato di blocco.

Cambridge Dictionary

Situazione in cui non si è autorizzati a varcare liberamente la soglia in un’area, per prevenzione ed emergenza, in questo specifico caso riguarda il contenimento di una piaga che senza distinzione o criterio di genere si diffonde a perdita d’occhio.

Una classe simbolica e virtuale composta da interfacce e contiguità esclusivamente di ordine telematico.

Una nuova realtà.

Questo è un periodo storico ricco di domande come:

La conoscenza della pandemia, o meglio, lo sperimentare degli eventi cosa ha determinato nella vita di ognuno? Cosa ha tolto? Cosa ha portato? Che emozioni, stati d’animo e sensazioni ha provocato? Ma soprattutto cosa ha comportato nei confronti dei più piccoli e come si è dovuti intervenire dal punto di vista educativo e familiare?

Con l’avvento di questo nuovo contesto, sono state prese delle decisioni e delle misure atte alla prosecuzione di un percorso formativo intrapreso all’inizio dell’anno scolastico, onde evitare l’abbandono di un cammino essenziale per la crescita umana e intellettuale del singolo.

Attraverso l’utilizzo di dispositivi elettronici e programmi come supporti alle lezioni quotidiane, anche i più piccoli, dall’infanzia alla scuola primaria, si sono dovuti abituare ad una modalità differente di scambio e apprendimento.

La classe fisica che prima era costituita da banchi, strumenti e lavagne, ora si è trasformata in una classe simbolica e virtuale composta da interfacce e contiguità esclusivamente di ordine telematico.

Effetti traversali del Lockdown

La vita sedentaria e le giornate all’insegna della staticità che hanno caratterizzato questi mesi, hanno avuto un risvolto contrastante che rimane a metà strada tra danno e beneficio.

Visione ottimistica

Piacere nella riscoperta del rimanere a casa con la propria famiglia, lasciandosi alle spalle la vita scadenzata, frenetica, ansiosa e iper-produttiva del “Pre- lockdown”.

Visione pessimistica

Stato d’incertezza e reclusione forzata hanno provocato frustrazione, nostalgia di realtà passate e angoscia per l’avvenire, e importanti disturbi a livello emotivo e mentale.

Tre punti di vista

Le reazioni dei bambini sono molteplici ma è possibile individuare dei punti comuni. La mancanza dei compagni, delle maestre, del contatto fisico e del gioco, sono elementi essenziali di cui questi ultimi si sentono privati, nonostante il loro spirito di adattamento rimanga sempre una prerogativa che li contraddistingue quasi nella totalità.

D’altro canto un ruolo arduo spetta anche alle famiglie e allo staff educativo. Da una parte i genitori sono quasi costretti ad un controllo attivo e costante dei figli, sia durante le attività scolastiche che per quanto riguarda l’utilizzo dei dispositivi serviti per la comunicazione via internet.

Dall’altra gli insegnanti, i quali per svolgere la loro missione educativa devono, per forza di cose, scontrarsi con approcci didattico-inclusivi adeguati alla nuova modalità di diffusione contenutistica.

Gli educatori infatti per favorire un apprendimento congeniale al nuovo contesto, hanno dovuto tener conto della durata riguardante la soglia di attenzione media dei destinatari, i ritmi di assimilazione, la difficoltà di concentrazione e la soglia di distrazione molto alta, per non parlare dei problemi tecnici gli impulsi creativo-conoscitivi da trasmettere nonostante lo schermo facesse da divisorio.

Genitori e famiglie

La gestione della giornata non è più scandita da precisi orari e contesti differenti: tutto si svolge all’interno delle quattro mura, rimodulate in modo tale da ricreare l’ambiente di apprendimento percepito ormai dal bambino come intimo e familiare.

In questo processo sono stati direttamente coinvolti i genitori diventati parte attiva della creazione di tale ambiente: insieme ai figli hanno dovuto allestire lo spazio dedicato all’attività nel modo più gradevole e funzionale. È così sorta l’opportunità di vivere la scuola, anche se mediata dalla tecnologia e di svolgere una delle mansioni più importanti delle educatrici: l’osservazione dei comportamenti, trovandosi nella condizione di dare feedback indicativi per proporre attività interattive e ludiche.

Questa esperienza ha contribuito a determinare nei genitori una nuova visione dei propri figli, acquisendo una maggiore consapevolezza delle loro risorse e forza interiore capace di farli agire con grande responsabilità e rispetto delle regole.

Testimonianza di una mamma

Federica è la mamma di due gemelli ormai frequentanti la scuola primaria e ci racconta la sua esperienza di vita durante il periodo del Lockdown e del Post lockdown.

Per fare comunità

Staff educativo

Per le maestre e i maestri il Lockdown ha significato sicuramente un mettersi totalmente in gioco dal momento che la scuola ha assunto una nuova dimensione, ovvero quella digitale, che ha inevitabilmente portato a dei cambiamenti nell’ambiente di apprendimento e nella modalità di comunicazione.

Anche se la comunicazione si è svolta senza un contatto fisico ma attraverso lo schermo, comunque si è lavorato, adattandosi alle circostanze ed accettando nuove sfide, per fare comunità; ciò vuol dire mantenere il senso di appartenenza ad un gruppo, condividere nuove regole di convivenza e responsabilità sociali (uso dei dispositivi di protezione individuale, lavaggio delle mani, distanziamento sociale dell’educatore…) che hanno avvicinato tutti nel sentirsi cittadini del mondo.

Testimonianza dell’educatrice d’infanzia Luisa Pane

“È stato un periodo molto delicato; all’inizio ero disorientata perché era la prima volta che utilizzavo il computer come mediatore di relazione con i bambini. Ho dovuto riorganizzare i tempi e la tipologia di attività da proporre per andare incontro non solo ai loro interessi e alle loro curiosità ma anche alle loro capacità di attenzione e concentrazione che a casa, nuovo ambiente di apprendimento, risultano ovviamente più ridotte.

Se da una parte è stata un’esperienza drammatica perché il tutto si è verificato in modo repentino ed inaspettato, dall’altra mi ha arricchito perché ho sperimentato il digitale che mi ha permesso sia di stare vicina ai bambini, di condividere con loro esperienze e sensazioni e di poter così proseguire il nostro percorso di crescita sia di confrontarmi costantemente con le mie colleghe per la pianificazione del progetto educativo.

Il Post lockdown ha rappresentato la ripresa del lavoro con tante direttive da seguire che, inevitabilmente, hanno condizionato il mio lavoro. Per garantire il distanziamento non posso più andare a salutare o accarezzare i bambini di altre classi, perché sono state create delle “bolle” ed ogni educatrice deve stare solo all’interno della propria; si sono introdotte nuove routine: triage all’ingresso, sanificazione mani, sanificazione bagni, giochi e materiali, uso delle borracce personali per ogni bambino, uso della mascherina per lo staff educativo e tante altre.

È cambiata la scuola, anche in modo positivo, è diventata ancor di più una scuola all’aperto, si pratica l’Outdoor Education, quindi si vive principalmente all’esterno organizzato in angoli di interesse e di laboratori che danno la possibilità ai bambini di sperimentare e sperimentarsi con e nella natura attraverso l’ausilio di diversi strumenti e materiali.

La cosa più importante è l’aver ripreso a vivere la quotidianità che permette a noi educatrici di osservare i bambini nel loro percorso di crescita emotiva, relazionale e cognitiva. Grazie al loro spirito di adattamento e di gioia nel ritrovare e riabbracciare i compagni ho saputo anche io adeguarmi a tutti questi cambiamenti e vivere la scuola con relativa serenità.”

BAMBINA DI 5 ANNI

Il coronavirus sono palline piccole con tutti tentacoli e fanno male alle persone. Quando andate fuori dovete sempre mettere la mascherina per non sentirsi male e si può trasmettere con la saliva.

Testimonianza di un bambino

Liam, un bambino frequentante la scuola dell’infanzia, ci mostrerà il suo personalissimo punto di vista riguardo il periodo che stiamo vivendo.

Momenti di difficoltà

Il ribaltamento dei ritmi vitali ha portato conseguenze negative come: alterazione del ritmo del sonno, una maggiore instabilità emotiva con irritabilità e cambiamenti del tono dell’umore, problematiche comportamentali e sintomi di regressione.

Momenti felici

Consapevolezza del fatto che i genitori erano costantemente in casa con loro per aiutarli e accompagnarli per tutta la durata di quel difficile momento.

Livello emotivo

Paura costante della malattia, senso di incertezza per il futuro, frustrazione per non poter abbracciare i propri cari.

Livello fisico

Esperienza provante nel dover incastrare nel tempo e nello spazio la gestione della casa, del lavoro e dei figli.

Nonostante le tante regole da tenere a mente i bambini si sono dimostrati entusiasti nell’incontrare le maestre e i compagni, e per il ritorno a scuola nella sua interezza.

Il rientro a scuola: Post-lockdown

Il rientro a scuola è stato un evento non indifferente, che ha marcato un nuovo percorso, non estraneo ed indipendente da ciò che aveva rappresentato il passato. I bambini e gli insegnanti sono comunque inseriti in un contesto discrepante in cui ci sono regole da rispettare e comportamenti consoni da mantenere

Gli ingressi sono contingentati, i percorsi differenziati, prima di entrare bisogna cambiarsi le scarpe o passare sul tappeto “acchiappavirus”, igienizzarsi le mani molto spesso e mantenere il distanziamento gli uni con gli altri. Non è possibile uscire tutti i giorni in giardino per giocare con gli “amichetti” e lo spirito di condivisione viene meno perché ognuno deve avere il proprio astuccio con i colori, non sono concessi scambi e non è possibile togliersi la mascherina. Nonostante le tante regole da tenere a mente i bambini si sono dimostrati entusiasti nell’incontrare le maestre e i compagni, e per il ritorno a scuola nella sua interezza.

Ma quali problematiche e carenze ha provocato la pandemia nella fascia infantile? Studi scientifico-statistici attestano problematiche comportamentali e sintomi di regressione del 65% nella fascia dai 0-6 anni. Atteggiamenti in parte superati con la crescita, come l’attaccamento alla madre e il rifiuto di mangiare alcuni alimenti si ripresentano rinnovati. Anche la fascia appartenente alla scuola primaria descrive un calo del 71% di abilità e competenze raggiunte precedentemente, per esempio nella lettura o nel dettato.

Inoltre, da quanto emerge circa un’indagine sull’impatto psicologico e comportamentale del Lockdown nei bambini e negli adolescenti in Italia, condotta dall’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, tra i disturbi più frequentemente evidenziati vi sono: l’aumento dell’irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d’ansia che causano sintomi come la sensazione di mancanza d’aria: una specie di “jet lag domestico”.

Studentesse

Incontri

Settimane

Testimonianze

Tiriamo le somme

Il gruppo Fantasia composto da 5 studentesse ha sviluppato in 3 settimane di lavoro il progetto laboratoriale attraverso 5 incontri online e vari confronti in chat. L’elaborato finale è stato possibile anche grazie a 3 testimonianze raccolte.

Risorse e approfondimenti

Riferimenti bibliografici, risorse in rete e crediti fotografici.

Risorse Bibliografiche e Web

I preziosi contributi da cui abbiamo acquisito nuove conoscenze utili alla formazione di un nostro punto di vista.

RISORSE ARCHIVISTICHE E BIBLIOGRAFICHE

Il Fatto Quotidiano

Chistolini S., La corona di Virus. Il coronavirus raccontato dai bambini della Scuola dell’Infanzia, Lecce, Youcanprint, 2020

Chistolini S., Le avventure del virus COVID-19. Il campione del mondo e la solidarietà dei bambini, Lecce, Youcanprint, 2020

Chistolini S., Scuola con il “vademecum” senza “lockdown”. Corsie preferenziali per l’accesso sicuro e l’insegnamento garantito, 14 settembre 2020

Chistolini S., Il Coronavirus visto dai bambini della scuola dell’infanzia all’aperto. Il nuovo stile di vita per esorcizzare la paura, in TELLUS folio, 17 marzo 2020

Chistolini S., Il ritorno a scuola, tra emozione dell’inizio e incertezza del contesto, in “Il Faro”, Istituto della Enciclopedia Italiana, 13 settembre 2020

Chistolini S., Il Signor COVID-19 e il Signor PUFIC-20. Tra bene e male vince il bene e si trasporta il male, Lecce, Youcanprint, 2020

Chistolini S., La formazione universitaria in Pedagogia secondo la metodologia dell’interazione umana intesa alla definizione della conoscenza condivisa, in “Rassegna CNOS”, anno 31, n. 3, 2015, pp. 69-81, reperibile online

RISORSE E APPROFONDIMENTI IN RETE

Chistolini S., Primo giorno di scuola post pandemia da Covid-19 // link

Definizione“scientifica”Covid-19 // link

Definizione Lockdown // link

Testimonianze di bambini della scuola primaria riguardo il periodo di Lockdown // link

Problemi sociali dei bambini durante il Covid-19 // link

Dati statistici Post Lockdown // link

Team di progetto

Autrici del Quaderno di Pedagogia Generale // Digito Dunque Sono // 008 // Studentesse di Scienze della Formazione Primaria, Università degli Studi Roma Tre

Alessia Paolucci

Alessia Paolucci

Studentessa 1° anno SFP, Roma 3. Diplomata liceo musicale

Luisa Pane

Luisa Pane

Educatrice professionale, laureata in SDE, studentessa 3 anno SFP, Roma3

Maria Panzera

Maria Panzera

Studentessa 1* anno di SFP, Roma 3. Diplomata liceo scienze umane

Sara Panarella

Sara Panarella

Studentessa 1° anno SFP, Roma 3. Diplomata liceo scienze umane

Silvia Palmese

Silvia Palmese

Studentessa 1° anno SFP, Roma 3. Diplomata liceo linguistico

La nostra prima serie di Quaderni di Pedagogia Digitale

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