Pedagogia Roma Tre

Quaderni di Pedagogia Digitale è un progetto del Laboratorio di Pedagogia Generale del Dipartimento di Scienze della Formazione, Università degli Studi Roma Tre

Fondo Pizzigoni

Gli studi e le ricerche pubblicate sui nostri Quaderni di Pedagogia Digitale si basano e ispirano al Metodo pedagogico creato da Giuseppina Pizzigoni per la scuola dell’infanzia

Quaderni di Pedagogia Digitale

Una presentazione del nostro progetto di divulgazione scientifica ed editoria digitale, dedicato alla scuola dell’infanzia e sviluppato su piattaforme digitali e di social media

Digito Dunque Sono

Il primo progetto di Quaderni di Pedagogia Digitale, 15 pubblicazioni interattive con ricerche ed esperienze sui temi di scuola e formazione post-lockdown nell’era covid19

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Quaderni di Pedagogia Digitale 003 /// Gennaio 2021

La speranza raccontata dai bambini

Andrà tutto bene

L’infanzia protagonista di una pandemia fatta di pensieri positivi. Abbiamo raccolto testimonianze, sia scritte sia grafiche, di alcuni bambini, e abbiamo selezionato degli interventi proposti da alcune insegnanti della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria, relatrici nella videoconferenza Digito Dunque Sono del 17/10/2020.

Il periodo dell’emergenza sanitaria

È stato e continua ad essere un momento delicatissimo, che ha sconvolto la vita di ognuno di noi, mettendoci di fronte ad una sfida importante, mai accaduta finora.

Ci siamo trovati impreparati e spiazzati di fronte alla gravità della situazione: la pandemia ha sconvolto tutte le nostre abitudini, i nostri pensieri, negandoci quelle piccole cose che davamo per scontate ma che erano e sono indispensabili, come l’abbraccio di un amico, il bacio sulla fronte di una nonna, la colazione al bar, una semplice giornata scolastica. Godevamo delle nostre libertà in maniera inconsapevole, e solo con la loro privazione le abbiamo realmente riscoperte, per riviverle più intensamente e con una coscienza diversa.

Pensiamo alla centralità della scuola nelle vite dei bambini, non solo da un punto di vista dell’apprendimento conoscitivo, ma anche sociale. La chiusura degli istituti, durante i mesi di lockdown, ha fatto emergere la mancanza dei momenti semplici: le risate con i compagni di classe, la chiacchierata prima di entrare in aula, ma ha reso necessario un cambiamento radicale nell’ambito dell’insegnamento e delle metodologie che lo riguardano.

Quelli che ne hanno subito di più le conseguenze sono stati i bambini, abituati ad interazioni dirette con i compagni e l’insegnante, ma che hanno dovuto sostituire con lo schermo di un pc. Tuttavia, è proprio da loro che abbiamo imparato e acquisito speranza. Infatti “I grandi non sanno che un bambino può dare consigli estremamente importanti anche nelle situazioni più difficili”. (Fëdor Dostoevskij). I bambini sono stati i veri eroi di questo periodo e ci hanno mostrato, con un sorriso, come adattarci al cambiamento.

La didattica digitale ai tempi del Covid-19

Proprio l’infanzia è il tema di cui ci siamo occupate e che abbiamo approfondito nel corso di questo progetto laboratoriale.

Attraverso le testimonianze di alcune maestre di Scuola dell’Infanzia e di Scuola Primaria, presentate durante la videoconferenza del 17/10/2020, ci siamo rese conto di quanto, nonostante le difficoltà iniziali incontrate, la triade vincente composta da bambini, genitori e insegnanti, abbia risposto nella maniera più positiva possibile a tale emergenza, mettendo in atto strategie, proposte e nuove metodologie educative, adattabili ad un nuovo tipo di didattica digitale e multimediale.

Learning by doing

Nuove strategie pedagogiche

 

Le maestre ci hanno raccontato le loro difficoltà nell’utilizzo di nuovi strumenti multimediali.

A partire dall’impreparazione iniziale nell’uso di piattaforme tecnologiche, fino alla complessità nel riuscire a stimolare l’attenzione dei bambini attraverso un nuovo tipo di didattica svolta a distanza.

Ma ciò che ha fatto la differenza è stato l’impegno nella ricerca di nuove strategie pedagogiche.

01.

La somministrazione di brevi video interattivi, che ha consentito ai bambini di non sentirsi soli e di mantenere la vicinanza nonostante la distanza.

02.

Si è cercato, come nell’educazione fisica, di sviluppare la psicomotricità dei bambini, trasformando semplici occupazioni della vita quotidiana, in attività divertenti.

03.

Non è mancato l’aspetto educativo: responsabilizzare i bambini con favolette, filastrocche, che rappresentassero l’uso delle mascherine, del disinfettante, per rendere la pratica meno pesante e facile da osservare.

Bambini scrittori in erba

È stato fondamentale, come precisato dalle maestre stesse, il ruolo dei genitori che si sono ritrovati a svolgere un ulteriore ed importante compito all’interno della vita dei loro figli, seguendoli anche da un punto di vista scolastico. È nato, quindi, un importante sodalizio, tra scuola e famiglia, avente come centro d’interesse il benessere dei piccoli, che ci auguriamo si mantenga saldo anche in futuro.

Un esempio meraviglioso di questa collaborazione positiva è stata la trilogia nata dal lavoro di bambini, genitori e maestre della Scuola dell’Infanzia Comunale “Legno Verde”, leader del Progetto di Scuola all’Aperto, in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre.

Una trilogia che ha riscoperto autori i bambini, di tre testi appunto: “La corona di Virus”, “Il Signor COVID-19 e il Signor PUFIC-20”, “Le avventure del Virus COVID-19”. Essi mostrano il Coronavirus secondo tre prospettive: il Potere, l’Amore e la Luce. C’è alla base l’idea di dominio, con la doppia metafora della corona e del Virus, simboli di autorità.

Il protagonista della storia è Re Virus, sovrano del popolo dei pipistrelli che vive all’interno di una grotta cinese. Egli decide di intraprendere un viaggio fino a Roma. Ma la sua vicinanza è pericolosa sia per i grandi che per i piccini, che non sono preparati al suo arrivo e quando il Re poggia sugli uomini la sua corona, questi si ammalano con tosse e febbre. Solo acqua e sapone, insieme alla mascherina lo fanno indietreggiare.

Con i loro disegni e suggerimenti, i bambini diventano artisti, filosofi e scienziati, mostrando capacità di narrazione incredibili, diffuse poi grazie al telefonino della mamma. Sono rappresentati bambini che personificano il coronavirus dipingendo una stanza con i colori dell’arcobaleno, dove anche i dottori ammalati possono guarire, oppure bambini eroi che immaginano di brandire un coltello per sconfiggere il Re. Bambini artisti che dipingono l’ospite inatteso come un Re spinoso con un groviglio di tentacoli pronti ad avvolgerli. Tale lavoro affronta il tema del coronavirus, visto e percepito attraverso la visione dell’infanzia.

All’interno di questi tre libri troviamo brevi frasi e disegni dei bambini, che ci permettono di comprendere perfettamente quelli che sono stati gli stati d’animo, le emozioni provate, la mancanza dei nonni, delle maestre, degli amici di scuola, la gratitudine nei confronti dei medici considerati dei veri e propri eroi in grado di salvare il mondo. I bimbi ci hanno fatto dono di un regalo dal valore inestimabile, attraverso le loro emozioni e i loro pensieri più veri.

Matteo scrive:Mi manca la scuola, mi mancano gli amichetti, non so quando finirà tutto questo, io non ho paura di niente”. È incredibile quanta forza sottintenda tale frase, quanta prodezza e capacità di adattarsi alle difficoltà di questo momento.

Gli effetti positivi del Covid

Un tempo ritrovato

Potrebbe venire spontaneo pensare che questi bambini siano stati svantaggiati da tutto ciò. In realtà, coloro che hanno vissuto la pandemia, hanno ricevuto un insegnamento molto più grande: l’importanza delle piccole cose, che diamo per scontate, ma che rappresentano la chiave della felicità.

In ogni caso, non dimenticheremo che nel momento più buio sono stati loro la nostra più grande speranza, come diceva Maria Montessori: “Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo”.

Una grande fiamma quella dei bimbi, di costoro bisogna avere cura, i bimbi sono da proteggere e da difendere in ogni momento, affinché non si spenga mai quella fiamma. Non è un caso che abbiamo voluto denominare il nostro gruppo “SPERANZA, proprio per evidenziare che sono i momenti di crisi che consentono la crescita più profonda e che di fronte alle difficoltà bisogna rispondere in maniera propositiva, come hanno fatto e continuano a fare i bambini, che riescono ad avere fiducia nel futuro, senza perdersi d’animo.

Ad esempio il Covid ha avuto anche degli effetti positivi. I bambini hanno potuto sperimentare un tempo ritrovato con i genitori, cambiando radicalmente le loro abitudini di vita: giocare, cantare, divertirsi con mamma e papà, senza temere che l’orologio corra troppo in fretta.

Gli animali sono stati compagni di gioco inimitabili, soprattutto per i figli. E il paradosso è stato che questo ritorno al calore del nucleo famiglia è venuto in dono proprio da un Re di nome Virus originario della Cina. Una riconquista di valori dimenticati che proprio il “cattivo” ha permesso di riaffermare.

E anche i genitori hanno potuto riscoprire un nuovo spazio da destinare alla vita familiare, con occasioni di crescita e di riflessione. Le mamme hanno trovato un nuovo ruolo: braccio destro delle maestre ed insieme hanno fatto nuove scoperte sui figli-alunni.

I bambini perfetti maestri

Tra realtà e fantasia, è emerso poi il momento educativo: i bambini imparano subito, e prima degli adulti le regole del gioco:

1. lavarsi bene le mani
2. stare lontani gli uni dagli altri
3. non toccarsi occhi, naso e bocca
4. coprirsi in caso di tosse e starnuti

5. seguire le prescrizioni mediche
6. pulire con disinfettante
7. indossare la mascherina
8. superare i pregiudizi

Ne è venuto fuori un libricino: un vademecum di cittadinanza in cui i bambini spiegano ai grandi come ci si comporta nel nuovo caso di emergenza. Con il perfetto lieto fine: la speranza dell’arcobaleno.

Si sono poste così le basi per una pedagogia oltre che attiva, costruttiva e permanente, in un’ottica di “learning by doing”, ovvero la metodologia dell’imparare facendo, la quale è indispensabile nel campo pedagogico e didattico oltre che in tutti i gradi scolastici, in modo particolare nella Scuola dell’infanzia e nella Scuola Primaria.

La metodologia del “learning by doing” deve essere posta in un contesto permeabile alla curiosità dei bambini, alla loro creatività ed immaginazione, ecco perché è opportuno accompagnare i piccoli a crescere tramite i principi dell’educazione all’autonomia e alle arti visive e creative.

I ritratti di Re Virus

Nel corso del nostro progetto di laboratorio, ci siamo soffermate soprattutto sul cercare di trovare delle risposte in merito a:

1) come i bambini hanno personificato il virus, in particolare graficamente;
2) come i bambini hanno mostrato, nei loro disegni, di aver vissuto questo periodo particolare.

Antonio

Antonio ha rappresentato il virus come un “mostro” dagli occhi grandi e dalla bocca spigolosa, con la corona e gli aculei appuntiti.

Manuela

Per Manuela, solo mamma e papà sono gli eroi in grado di sconfiggere, armati di spada, l’odiosissimo ospite.

Simbolo di fiducia e speranza

L’arcobaleno

Una delle immagini più emblematiche è l’arcobaleno e il mantra ad esso associato “andrà tutto bene”: una pandemia fatta di pensieri positivi. Tantissimi i bigliettini e post-it attaccati su cancelli e citofoni di molte abitazioni, gli striscioni sui muri, e grandi scritte sui lenzuoli stesi sui balconi delle abitazioni.

Abbiamo preso alcune testimonianze derivanti proprio dai bambini, i quali, vivendo più
intensamente nel “qui ed ora”, si sono soffermati, non tanto sul risultato, ma sul momento vissuto, intenso di divertimento. Narrare e narrarsi, sia attraverso le immagini che con le parole, rende i bambini protagonisti del loro processo di sviluppo, e tende ai seguenti obiettivi:

stimolare l’ideazione, la progettazione e la verbalizzazione

aiutare a concretizzare la differenza tra le vecchie e le nuove abitudini

dare continuità alle relazioni, nonostante la lontananza fisica

parlare e confrontarsi insieme, affermando le proprie idee ed opinioni

avere la consapevolezza che anche da esperienze difficili, si può imparare

essere sempre pronti a scoprire una nuova vita, una nuova realtà ed ad assumere conseguentemente nuove consapevolezze e responsabilità

Muniti di matite colorate, colori a tempera e pennelli, i bambini si sono ingegnati per scacciare il cattivo Coronavirus con la loro arma super potente: un bellissimo arcobalenoI loro disegni ti conquistano, anche se così semplici: Picasso diceva che ci aveva messo tutta una vita per imparare a dipingere come un bambino.

Le mancanze

I dipinti sono stati per i bambini un modo di rappresentare la malinconia, sia nei confronti delle attività svolte prima della chiusura, sia sotto forma di nostalgia, nei confronti di familiari che non potevano più vedere quotidianamente.

I Ricordi

Per Manuela c’è la nostalgia del divertimento in piscina, insieme all’amichetta del cuore. Per Salvatore, c’è la nostalgia del nonno con cui non poteva vivere la solita quotidianità.

L’arcobaleno immagine di speranza

Così come l’arcobaleno spunta quando ancora piove, nonostante il Covid-19, ci può essere comunque speranza nel futuro e questo i bambini lo hanno rappresentato con i loro disegni.

Nel disegno di Manuela l’arcobaleno abbraccia tutti i componenti della famiglia, come simbolo di una ritrovata serenità. E poi c’è anche qualche effetto collaterale, come Ilaria che nella foga della creatività, ha trasformato il suo disegno in un timbro e ci ha decorato l’intera sala. Antonio ha inserito anche il Re Corona, con una vistosa X, che come per magia lo porta via.

Il futuro: un mondo senza mascherine

I bambini sono sempre proiettati al futuro, e anche in un contesto come questo, Manuela sogna il momento in cui diverrà una brava veterinaria. Forse, però, il disegno più emblematico è quello di Zoe e Laura, che immaginano un mondo senza mascherine, con il virus finalmente sconfitto. Traspare il sentimento di liberazione, con le mascherine che vengono lanciate in aria, perché ormai non servono più.

Quaderni di Pedagogia Digitale // Fondo Pizzigoni // Digito Dunque Sono // 003 Andrà Tutto bene: La speranza raccontata dai bambini

Il post-lockdown

Per quanto riguarda il periodo del post-lockdown, è risultata necessaria la valorizzazione dei progetti di “outdoor learning”. Soprattutto nell’infanzia, parlando di pedagogia della natura, si può far riferimento alla Scuola Rinnovata, la cosiddetta “Scuola di vita e non di parole”, la quale è volta ad una formazione olistica del bambino (corporea, emotiva, intellettuale), in particolare grazie all’ausilio delle diverse arti e della natura, dando la possibilità di fare esperienza del mondo con le proprie mani. Educare all’aria aperta è, inoltre, funzionale a tutti i bisogni reali, oltre che alla formazione di un sano rapporto con la natura, avendo rispetto per tutte le creature viventi.

Altri aspetti positivi di questa nuova proposta educativa in ambito emergenziale sono l’educazione: al rispetto dell’altro, alla comprensione di chi ci vive accanto, alla consapevolezza che solo prendendoci per mano potremo ancora farcela.

Al ritorno a scuola, avvenuto nel mese di settembre 2020, sono stati introdotti dispositivi nuovi come mascherine, disinfettante, termometro, distanziamento, rispettando così le regole negli ambienti scolastici. Mattia, 7 anni, racconta di come vive la scuola post lockdown e di come sia importante osservare le regole e il distanziamento per poter tornare un giorno a giocare con gli amici ed uscire fuori nel giardino per fare lezioni nelle belle giornate. Disegna anche un supereroe che sconfigge il virus, un messaggio di speranza per un futuro che noi tutti ci auguriamo non sia troppo lontano.

Si è dovuto fare attenzione al percorso di entrata e uscita, rimanere nella propria classe quanto più possibile, evitare un continuo spostamento negli altri ambienti scolastici, riducendo un eventuale contagio in tutta la struttura scolastica. Questo passo è stato percepito dai bambini come una fase importante, di rinascita, oltre che di crescita, verso una responsabilità e una consapevolezza di quanto accaduto e di quanto vi è ancora in corso.

La voglia di tornare a stare insieme agli amichetti era enorme ed è proprio da questo desiderio che si può notare, quanto, soprattutto i più piccoli, abbiano sprigionato una forte solidarietà sociale e culturale e abbiano maturato interiormente il senso di cooperazione e di condivisione insieme agli altri, lo hanno fatto attraverso il gioco e la relazione continua nella loro quotidianità.

Nella fase di rientro a scuola, le maestre hanno creato attività, come ad esempio dipinti, disegni che rappresentassero: l’estate dei bimbi con queste nuove regole sanitarie; la difficoltà di vedere i nonni; l’impossibilità di abbracciare gli amici. La voglia dei bambini di tornare a scuola e di rimanerci è stata talmente forte, che essi hanno rispettato tutte le norme sanitarie, tornando a dare agli adulti un’enorme lezione di maturità.

I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta”.
(Antonie de Saint-Exupéry)

Membri del progetto

Target di età tetimonianze

Mesi di durata del progetto

Metodologie applicate

Da questa esperienza abbiamo rilevato che:

Nonostante le difficoltà che si potevano incontrare, i bambini hanno risposto in modo positivo e hanno vissuto questo periodo con responsabilità e consapevolezza.

L’importanza dell’applicazione di metodologie sperimentali; nel nostro caso, Decoding the Disciplines, MITE (Multiple Interaction Team Education), Scuola Rinnovata Pizzigoni.

Risorse e approfondimenti

Riferimenti bibliografici, risorse in rete e crediti fotografici.

Risorse Bibliografiche e Web
Chistolini S., Scuola con il “vademecum” senza “lockdown”. Corsie preferenziali per l’accesso sicuro e l’insegnamento garantito, 14 settembre 2020 // link

Chistolini S., Il Coronavirus visto dai bambini della scuola dell’infanzia all’aperto. Il nuovo stile di vita per esorcizzare la paura, TELLUS folio, 17 marzo 2020 // link

Chistolini S., Il ritorno a scuola, tra emozione dell’inizio e incertezza del contesto, “Il Faro”, Istituto della Enciclopedia Italiana, 13 settembre 2020 // link

Chistolini S., Pedagogia della natura e formazione permanente nello scenario dell’outdoor education, TELLUS folio, 17 marzo 2020 // link

Digito Dunque Sono: Scuola e Formazione Post-Lockdown – La scuola nell’era del post quarantena da Covid-19, Videoconferenza organizzata dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione, Università degli Studi Roma Tre, il 17 ottobre 2020 sulla piattaforma Teams di Ateneo // link

Chistolini S., Scuola con il “vademecum” senza “lockdown”. Corsie preferenziali per l’accesso sicuro e l’insegnamento garantito,TELLUS folio, 14 settembre 2020 // link

Chistolini S., Primo giorno di scuola post pandemia da Covid-19 // link

Chistolini S., Le avventure del virus COVID-19. Il campione del mondo e la solidarietà dei bambini, Lecce, Youcanprint, 2020 // link

Chistolini S., Decoding the Disciplines, Pedagogia. Epistemologia e metodologia della formazione per una buona pratica di preparazione universitaria degli insegnanti, in “Il Nodo. Per una pedagogia della persona”, anno XXI, n. 47, Nuova Serie, dicembre, 2017, pp. 35-52 // link

Chistolini S., Il Signor COVID-19 e il Signor PUFIC-20. Tra bene e male vince il bene e si trasporta il male, Lecce, Youcanprint, 2020 // link

Team di progetto

Autrici del Quaderno di Pedagogia Generale // Digito Dunque Sono // 003 // Studentesse del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, Università degli Studi Roma Tre

Gaia Di Lello

Gaia Di Lello

Studentessa Scienze della Formazione Primaria Roma Tre

La mia chiave è la resilienza.

Maria Di Nucci

Maria Di Nucci

Studentessa Scienze della Formazione Primaria Roma Tre

Elvira Di Palma

Elvira Di Palma

Studentessa Scienze della Formazione Primaria Roma Tre

Sognatrice, determinata e creativa.

Sara Di Marcello

Sara Di Marcello

Studentessa Scienze della Formazione Primaria Roma Tre

Solare e aperta.

Ilaria Di Sabatino

Ilaria Di Sabatino

Studentessa Scienze della Formazione Primaria Roma Tre

Curiosa e riflessiva.

La nostra prima serie di Quaderni di Pedagogia Digitale

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